Truffe rivolte a tutte le fasce d’età, stupefacenti e ricorso sempre più immediato alla violenza sono, secondo il criminologo Stefano Padovano, i principali elementi di trasformazione della criminalità nel Savonese. L’analisi riguarda anche il modo in cui viene percepito il rischio, che non può più essere collegato soltanto a omicidi e furti, ma comprende disordine urbano, intimidazioni, minacce e comportamenti trasgressivi ai margini del codice penale.
La violenza come risposta ai conflitti
Padovano ha sviluppato queste considerazioni nell’edizione aggiornata del saggio La Sicurezza Urbana. Da concetto equivoco a inganno, pubblicato da Meltemi e presentato a Tovo San Giacomo. Un ulteriore appuntamento è previsto alla Biblioteca Comunale di Albenga, con la presentazione dedicata ai temi della sicurezza urbana.
Secondo il criminologo, negli ultimi dieci anni la violenza si è progressivamente trasformata. Non rappresenterebbe più soltanto l’ultimo passaggio di una condotta criminale, ma una risorsa utilizzata fin dall’inizio per affrontare diverbi e conflitti. Nei fascicoli di reato, osserva Padovano, ricorrono con frequenza ingiurie, percosse e minacce, spesso precedute da una fase di intimidazione psicologica e ritorsiva.
Il fenomeno, spiega, non è esploso improvvisamente, ma si è consolidato gradualmente. Le rapine risultano in diminuzione, mentre restano diffuse condotte colleriche e forme di aggressione legate a incomprensioni o contrasti che potrebbero essere gestiti con strumenti diversi. In questo quadro rientra anche il dibattito sul ruolo della polizia locale e sull’estensione del decreto Strade sicure.
Truffe e stupefacenti
Padovano segnala inoltre una crescente sovrapposizione tra le funzioni della polizia locale e quelle delle forze dell’ordine. A suo giudizio, l’attenzione riservata a interventi come i sequestri di piccole quantità di droga rischia di sottrarre spazio alla prevenzione degli incidenti stradali. Il riferimento è anche ai dati elaborati da Il Sole 24 Ore, secondo i quali la Liguria ha registrato il numero più elevato di morti sulle strade degli ultimi tre anni.
Per la provincia di Savona, il dato ritenuto più preoccupante riguarda le truffe. I raggiri non colpiscono più soltanto anziani, persone disabili o soggetti fragili: possono partire da un messaggio sul cellulare, da una mail che richiede credenziali o dati personali, oppure dalla visita di qualcuno alla porta di casa. La particolare incidenza della popolazione anziana resta un elemento di attenzione, ma secondo Padovano non è più corretto considerare gli over 65 come l’unico bersaglio.
Un altro ambito rilevante è quello degli stupefacenti, che può intrecciarsi con furti, rapine ed estorsioni legate a debiti o partite non pagate. L’eroina, sostiene il criminologo, continua a circolare, sebbene siano cambiate le modalità di consumo. Nel quadro vengono citati anche crack e fentanyl, con Genova indicata come principale mercato di riferimento per gli approvvigionamenti provenienti dalle due riviere.
Quanto alla criminalità organizzata, Padovano invita alla prudenza: il numero contenuto di omicidi e l’assenza di dati evidenti su sodalizi strutturati non escludono possibili presenze clandestine, ma non consentono neppure conclusioni definitive. Sul nuovo questore di Savona, il criminologo ha infine annunciato l’intenzione di chiedere un incontro per rafforzare la collaborazione tra ricerca universitaria e autorità della giustizia penale.