Qualità ambientale

PFAS nei pozzi di Borgio Verezzi, il Comitato chiede interventi

L’associazione contesta i richiami ai limiti normativi e sollecita una strategia duratura per la tutela della salute.

PFAS nei pozzi di Borgio Verezzi, il Comitato chiede interventi

Il Comitato Savonese Acqua Bene Comune interviene sul caso della presenza di PFAS nei pozzi di Borgio Verezzi, dove dal 23 settembre è in vigore un’ordinanza che vieta temporaneamente e in via precauzionale l’utilizzo dell’acqua potabile per scopi alimentari sull’intero territorio comunale.

Il provvedimento è stato adottato dopo la comunicazione di Servizi Ambientali, gestore del Servizio Idrico Integrato, relativa a una criticità riscontrata in uno dei quattro pozzi comunali, con riferimento alla presenza di sostanze perfluoroalchiliche, comunemente indicate con la sigla PFAS. Il Comitato, nella nota diffusa sul tema, sostiene che la vicenda debba essere affrontata su due piani distinti: la gestione immediata dell’emergenza e una riflessione più ampia sull’inquinamento delle falde.

Le contestazioni sulla gestione dell’acqua

Secondo l’associazione, tra le ipotesi emerse per affrontare la situazione ci sarebbe anche la richiesta di approvvigionamento idrico a Pietra Ligure e un appello alla solidarietà degli altri Comuni. Il Comitato giudica questa prospettiva inadeguata e richiama il ruolo del gestore unico dell’ATO 1 costiero, Ponente Acque, al quale spetterebbe, a suo avviso, organizzare autonomamente la distribuzione e le fonti di approvvigionamento.

Nella nota viene inoltre criticato il riferimento, attribuito al sindaco e al direttore intervenuti sul caso, al fatto che i livelli rilevati non sarebbero particolarmente preoccupanti e potrebbero rientrare nei limiti attraverso interventi mirati. Il Comitato contesta un’impostazione basata esclusivamente sul rispetto dei parametri di legge e chiede invece verifiche e azioni capaci di affrontare il problema nel tempo.

La richiesta di un intervento duraturo

Il gruppo sottolinea che i PFAS sono sostanze persistenti, in grado di rimanere nell’ambiente e nelle falde, e richiama le mobilitazioni sviluppate a Vicenza e in altri territori. Nella sua valutazione, il rispetto dei valori normativi non sarebbe sufficiente a escludere il rischio, mentre l’obiettivo dovrebbe essere la progressiva eliminazione di questi contaminanti.

Il Comitato Savonese Acqua Bene Comune afferma inoltre che esisterebbe già un lavoro articolato per arrivare a una legge orientata alla messa al bando dei PFAS e invita i cittadini a sostenere questo percorso. La questione, conclude l’associazione, non riguarda soltanto l’ambiente, ma anche la salute delle persone residenti e delle generazioni future.