Patrimonio storico

A Ellera restaurata la chiesa di Santa Maria Maddalena

Interventi finanziati dal Pnrr sulla struttura affacciata sulla valle del Sansobbia: cerimonia alle 15.30 e messa alle 17.

A Ellera restaurata la chiesa di Santa Maria Maddalena

Domenica 4 ottobre, nella frazione Ellera di Albisola Superiore, sarà inaugurato il restauro della chiesa di Santa Maria Maddalena. La cerimonia si terrà alle 15.30 nella struttura di via alla Maddalena, dove sono stati realizzati interventi di consolidamento e recupero finanziati attraverso il Pnrr.

Il programma prevede alle 17 la celebrazione della messa, seguita da un rinfresco. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Amici di Santa Maria Maddalena, che ha presentato l’appuntamento come un’occasione per condividere il completamento di un intervento dedicato alla tutela di un bene appartenente alla comunità locale.

Un edificio affacciato sulla valle

La chiesa si trova nella località conosciuta come dell’Eremita, su una roccia dalla quale domina la valle del torrente Sansobbia. Il toponimo è legato anche a un antico detto popolare riferito a un pozzo dell’eremita, che si trovava nei pressi dell’edificio religioso.

L’attuale chiesa risale al 1590 e affianca una struttura più antica, probabilmente fondata dai monaci dell’Abbazia di San Salvatore di Giusvalla. Quest’ultima è documentata nel X secolo come possesso della nuova Abbazia di San Quintino di Spigno Monferrato, nell’Alessandrino, nata dopo la distruzione dell’abbazia di Giusvalla.

Le tracce della costruzione medievale

L’edificio cinquecentesco ha una navata unica, una volta a botte e un campanile con tegole in ceramica. La chiesa fu ristrutturata nel 1965 e conserva al suo interno una statua lignea di santa Maria Maddalena. Le fonti e gli studi collocano la primitiva struttura nella seconda metà del X secolo, anche se la prima citazione documentaria risale a un atto del 1179.

Secondo una leggenda, la fondazione sarebbe legata a un eremita stabilitosi in quel luogo, al quale viene attribuita anche l’introduzione della coltivazione dell’ulivo nella valle. La chiesetta medievale conserva gran parte dei muri perimetrali, ma oggi è priva di copertura. Ha una pianta a croce latina, dimensioni ridotte e, nel piccolo catino absidale, tracce di pitture che raffigurano un Cristo circondato da un cielo stellato.